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A. S. D. RUGBY SERIATE

DIVERTIAMOCI CON LA PALLA OVALE

  • Cronaca sportiva


    | Tutti

    29/10/2008 14:11



    IL TABELLINO

    Il rugby, si sa, è uno sport dai grandi valori tecnici e umani. Qualcuno giunge a dire che gli uomini si dividono solamente in due categorie: quelli che hanno giocato e quelli che non hanno giocato a rugby. È uno sport in cui il legame tra compagni di squadra, il rispetto e l’attaccamento al proprio allenatore vanno al di là dei normali rapporti: ogni giocatore porterà sempre nel cuore i ricordi dei compagni e degli allenatori incontrati nel corso della propria vita rugbystica.
    Alla Rugby Bergamo 1950 diverse generazioni di giocatori portano dentro sé il ricordo di due persone che hanno lavorato per molti anni con e per loro Eugenio Berta e Luciano Beretta. Due persone semplici ma dai grandi valori umani, scomparse prematuramente ma che nella loro vita “ovale” hanno saputo lasciare un segno indelebile nella storia della società giallorossa e in coloro che hanno condiviso a diverso titolo la passione per il rugby, formando prima di tutto gli uomini e poi gli atleti.

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    Ed è per mantenere vivo il loro insegnamento che la Rugby Bergamo ha deciso di organizzare un Torneo per le categorie Under 11 e Under 13.
    L’appuntamento è fissato per domenica 2 novembre alle ore 10.00 al Centro Sportivo Sghirlanzoni di via Presolana a Bergamo per il 1° Memorial Berta – Beretta.
    Ma chi erano Eugenio Berta e Luciano Beretta?
    Due simboli del rugby bergamasco, maestri di vita prima ancora che allenatori.
    Per Eugenio Berta prima di tutto venivano educazione e fair play, ne dava continuamente esempio in modo ironico ed anche provocatorio: memorabile quando arbitrava e volutamente sbagliava, per poi guardare il giocatore e riprenderlo con un "… non vorrai mica protestare?! Sai che devi rispettare l'arbitro!". Sono in molti a ricordarsi quando da allenatore faceva in modo che la sua squadra perdesse: "Vincete troppo, dovete imparare ad affrontare la sconfitta" diceva. Una volta, tornato da una tournèe in Francia raccontava con orgoglio come il ristoratore avesse fatto i complimenti ai ragazzi per come si erano comportati a tavola. Sapeva usare il registro giusto con ognuno, un dono unico. Allenatore, dirigente, giocatore, ma sopratutto educatore, per molti un secondo padre.
    Luciano Beretta aveva la grandissima passione per il gioco: una passione che esprimeva allo stesso modo giocando, allenando, tagliando il prato, imbiancando gli spogliatoi. Sempre con il sorriso accennato sulle labbra, dando l'esempio in modo discreto. Era capace di accorgersi quando un ragazzo aveva bisogno di essere ascoltato e di sentirsi dire una parola, ed era capace di ascoltare e di dire quella parola che trasformava tutto. Ogni occasione era buona per stare nell'ambiente che amava e rendersi utile. Ha giocato fino all'ultimo giorno che il regolamento gli ha concesso, ha allenato fino a quando ha capito che il male non gli avrebbe più dato scampo, mettendosi da parte con la usuale discrezione. Un rugbyman.
    E’ nel ricordo di questi due personaggi che si terrà domenica 2 novembre la prima edizione del Memorial Berta Beretta: a seguire, e compatibilmente con i tempi imposti dalla partita di Serie C della Reproscan, i suoi vecchi amici e i “nuovi amici” della squadra Old della Rugby Bergamo 1950, si affronteranno in una partita in loro memoria. Sarà come averli in campo.

    Info: R. Bergamo 1950

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